È identica all'oggetto che esiste relativamente al corpo.
L'oggetto e l'esperienza non sono separati (O = E). L'esperienza non è un'immagine del mondo misteriosamente collegata da una relazione incomprensibile. L'esperienza non è altro che l'oggetto stesso nella misura in cui questo oggetto esiste relativamente al nostro corpo e al nostro cervello. Cercare la coscienza, come se fosse il luogo dove il mondo apparte è uno pseudoproblema. L'esistenza relativa al corpo si fa carico di tutte quelle variazioni che attribuivamo alla soggettività. Non c'è, letteralmente, coscienza o esistenza ... ma solo ESISTENZA.
Tu vedi una mela rossa. La domanda è: dov'è il rosso che stai vedendo?
La filosofia novecentesca ha risposto, in mille varianti: dentro la tua testa. Una rappresentazione neurale, un quale soggettivo, uno stato cerebrale inaccessibile al mondo esterno. La mela è là fuori, grigia e muta. Il rosso è qui dentro, prodotto dal cervello.
La mia risposta è più semplice e, per qualcuno, scandalosa: il rosso è dove l'hai sempre pensato che fosse — sulla mela, nel mondo. La tua esperienza del rosso è la mela rossa, esistente relativamente al tuo corpo.
Non c'è un dentro e un fuori. Non c'è una copia. C'è solo il mondo, differenziato dalla relazione con il tuo corpo. E tu sei quel mondo che esiste relativamente al tuo corpo e al tuo cervello.
Nel paradigma dominante ci sono tre entità: l'oggetto esterno O, il cervello B e l'esperienza E.
Tra O e B c'è una catena causale — la luce riflessa dalla mela colpisce la retina, i neuroni si attivano. Fin qui, fisica. Il problema è il salto successivo: come fa B a produrre E? Come la scarica neurale diventa il rosso che vedo? Questo è l'hard problem della coscienza, e la risposta tradizionale non riesce a darlo perché il problema è mal posto.
Il dualismo implicito — dentro/fuori, soggettivo/oggettivo, fenomenico/fisico — non è una scoperta scientifica. È un'assunzione che si porta dietro tutto il peso della storia moderna della filosofia della mente.
Non siamo una mente che guarda il mondo. Siamo il mondo — quella porzione di realtà che esiste relativamente al nostro corpo. L'arcobaleno e la mela come casi paradigmatici.
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