MOI · Tema 1 di 4

Identità

Non siamo una mente che guarda il mondo. Siamo il mondo che, grazie a un corpo e un cervello, produce effetti.

L'arcobaleno come caso paradigmatico di esistenza relativa: esiste solo per chi guarda
Il punto di partenza

Chi sei tu?

La risposta che la cultura moderna ha costruito in tre secoli di filosofia della mente suona più o meno così: sei un soggetto, un punto di vista, un centro di esperienza che si trova qui dentro e guarda là fuori. Sei, in ultima istanza, un cervello che produce immagini del mondo. Magari queste immagini sono sorprendentemente fedeli all'originale, ma rimangono rappresentazioni — cioè copie.

Questa risposta ha un fascino enorme, perché combina l'intuizione cartesiana del cogito con l'empirismo neurale della scienza contemporanea. Ma ha anche un problema irrisolvibile: se la coscienza è una copia del mondo, chi guarda la copia? E chi guarda chi guarda?

La Mind-Object Identity propone qualcosa di radicalmente diverso: non sei una mente che ha a che fare con il mondo. Sei il mondo — o meglio, sei quella parte del mondo che esiste relativamente al tuo corpo e al tuo cervello.

Riccardo e la mela: l'esperienza è la cosa, non una sua copia interna
L'esperienza della mela non è una rappresentazione mentale della mela. È la mela — nella misura in cui questa mela esiste relativamente al corpo di chi percepisce.

«Siamo abituati a pensare che la mente sia dentro il cranio. Ma nessuno lo ha mai dimostrato. È un'assunzione così antica da sembrare un fatto.»

Riccardo Manzotti · The Spread Mind

L'ipotesi

Siamo la realtà che produce effetti.

Considera l'arcobaleno. Dove si trova? Fisicamente, è un insieme di gocce d'acqua, ognuna delle quali devia e riflette la luce del sole a un angolo preciso verso l'osservatore. Ma "l'arcobaleno" — quella curva colorata sospesa nel cielo — esiste solo in relazione all'occhio che guarda. Spostatevi di cento metri, e vedrete un arcobaleno diverso. Non perché lo stiate immaginando, ma perché l'arcobaleno che esiste per voi è fisicamente differente da quello che esiste per chi è accanto a voi.

L'arcobaleno non è dentro di voi. Non è un'allucinazione. Non è una rappresentazione. È un processo fisico reale che accade nel mondo ed esiste relativamente a un corpo. Questa è la struttura dell'identità mente-oggetto: il soggetto non è il corpo, non è il cervello — è il processo causale che il corpo contribuisce a realizzare.

Guardare la mela rossa non è produrre un'immagine interna della mela. È essere, qui e ora, quella mela rossa che esiste relativamente a te. Non c'è un dentro e un fuori. C'è solo il mondo, articolato dalla relazione causale con il corpo.

L'arcobaleno: caso paradigmatico di esistenza relativa
L'arcobaleno è il caso più eloquente: esiste fisicamente, nel mondo, ma solo in relazione all'osservatore. Non è soggettivo. È relativo.

Tu = Mondocorpo

Non sei separato dal mondo che percepisci. Sei quella porzione di mondo che esiste relativamente al tuo corpo. La coscienza non è prodotta dal cervello: è l'oggetto, nella misura in cui quell'oggetto esiste per te.

La conseguenza

Non sei un punto di vista. Sei un effetto.

Pensare a se stessi come a un punto di vista è ancora pensare che ci sia qualcosa che "guarda" da un posto separato dalla scena. La MOI rovescia questa metafora: non c'è un osservatore esterno alla scena. La scena — l'insieme delle cose che esistono relativamente al tuo corpo in questo momento — è ciò che sei.

Il cervello non è lo schermo su cui si proietta il film del mondo. È piuttosto una struttura causale che contribuisce a determinare quali porzioni di mondo vengono portate all'esistenza come questo specifico oggetto, in questo specifico momento, per questo specifico corpo.

Sei, in un senso preciso e non metaforico, il mondo che esiste relativamente a te. Non è panpsichismo, non è idealismo, non è misticismo. È fisica: un oggetto è sempre relativo a qualcosa, e quella relazione non è mentale, è causale.

Schema dell'identità mente-oggetto
L'identità mente-oggetto non colloca la coscienza dentro il cranio né fuori di esso. La situa nella relazione causale tra corpo e mondo.