AI & Media

L'intelligenza artificiale non è ciò che il dibattito pubblico crede che sia

Né meraviglia, né minaccia. È un evento filosofico — e sta spostando il valore del lavoro umano verso l'alto.
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IA genera forme ma non crea significato Generare un genre story
Quattro tesi

L'IA non è cosciente.

Non ha un corpo che entra in relazione con oggetti. Manipola simboli, non incontra il mondo. La differenza è metafisica.

 

Non sostituirà la mente umana.

Perché non fa la stessa cosa che fa una mente. Non vede, non sente, non desidera. Esegue calcoli su pattern di linguaggio.

 

Eppure cambia tutto.

Ridefinisce cosa siamo, cosa sappiamo, cosa decidiamo. È il banco di prova più severo mai presentato alla filosofia della mente.

 

E sposta il valore del lavoro verso l'alto.

Procedure e competenze stanno crollando di valore. Cresce solo ciò che le macchine non possono fare: porre domande, scegliere fini, assumersi responsabilità.

Lo tsunami sale dal basso

Il lavoro umano ha tre piani. L'IA li sta sommergendo dal basso.

III · fine
Responsabilità del fine
Domande, scelte, criteri, creatività, innovazione
↑ valore
II · come
Competenza ed expertise
Decisioni operative dentro un dominio noto
↓ valore
I · processo
Procedure e funzioni
Esecuzione rigida, KPI, regole codificate
↓ valore
Lo tsunami sale. L'IA generativa ha sommerso il piano I e sta sommergendo il piano II. L'IA agentica comincia a bagnare il pavimento del piano III.
Il valore non sta più dove eravamo abituati a cercarlo.

Per cinquant'anni il valore economico di un lavoratore è stato la sua competenza. Oggi quella competenza, se può essere descritta linguisticamente, costa una frazione del prezzo. Quello che resta — quello che vale — è la capacità di porre la domanda giusta, scegliere il fine, assumersi la responsabilità di una rotta che non era prevista.

È una mossa profondamente MOI: la creatività umana non è centripeta, non viene da dentro la testa. È centrifuga — viene dall'orizzonte, dal mondo che ancora non conosciamo. È quella la regione che le macchine non possono raggiungere.

Leggi l'articolo "Dove si è spostato il valore del lavoro" →
L'IA come ultima onda nella lunga storia dei media
Una storia lunga

L'IA è l'ultimo capitolo della storia dei media.

Pittura rupestre, scrittura, stampa, fotografia, cinema, televisione, schermi digitali, intelligenza artificiale generativa. Sono tutti modi in cui un oggetto entra in relazione con un corpo, mostrando qualcosa che non era prima accessibile.

Insegno filosofia dei media a IULM da quindici anni. La MOI permette di vedere l'IA come parente — non come alieno — di Lascaux, di Gutenberg, del cinema delle origini. Il problema non è "che l'IA esiste". Il problema è che tipo di oggetto sia.

Sette domande che mi arrivano spesso

Cosa cambio nel dibattito pubblico.

Q. ChatGPT è cosciente?

No. Ma capire perché richiede di rivedere cosa pensiamo che la coscienza sia. Non è solo questione di hardware o software — è questione di cosa significa avere un corpo che incontra oggetti.

Q. L'IA ci porterà via il lavoro?

Non in blocco. Sta sommergendo procedure e competenze, ma non la responsabilità del fine. I salari crescono il doppio nei settori esposti all'IA: l'IA redistribuisce il valore, non lo cancella.

Q. Allora cosa rimane all'essere umano?

Quello che era marginale fino a ieri: porre la domanda giusta, scegliere il fine, assumersi una responsabilità positiva. Non più "cosa so fare", ma "verso dove voglio andare".

Q. Possiamo fidarci dei LLM?

Possiamo usarli, come usiamo libri. Ma non sono testimoni di nulla. Non hanno visto il mondo. Hanno solo letto cosa altri hanno scritto sul mondo.

Q. L'IA ci renderà più stupidi?

Stupidi no. Diversi sì. Ogni medium nuovo cambia la mente che lo usa. La scrittura ha cambiato la memoria. Lo schermo ha cambiato l'attenzione. L'IA cambierà la decisione.

Q. L'IA è arte?

Produce immagini che assomigliano all'arte. Manca però l'incontro tra un corpo e un oggetto, da cui — secondo la MOI — l'esperienza estetica nasce. È un'arte senza autore e senza spettatore.

Q. È una bolla?

Forse economicamente. Filosoficamente no — è un evento irreversibile. Anche se il mercato collassasse domani, ciò che l'IA ha rivelato sulla nostra mente non si può più non sapere.

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