La decisione è tutto per la persona

Se solo gli esperti possono decidere,che cosa ci stanno a fare i politici, i cittadini, noi?

Allora diciamolo che si vive sotto tutela, che siamo una massa di persone incapaci di giudicare, indegne di fiducia. Ammettiamo che la nostra paura e sfiducia nei confronti degli altri ci fa accettare abdicare al nostro ruolo di persona: meglio privare gli altri della loro pericolosa libertà che godere della propria.

Stabiliamo che l’essere umano è soltanto una pecora da spingere attraverso percorsi guidati e definiti da commissioni di esperti che “ne sanno più di lui”. Abbiamo il coraggio di dire che demandiamo l’autonomia decisionale a reti di app e regole definite da esperti che ci guideranno in ogni passo della nostra vita, imponendo criteri e fornendo soluzioni ai problemi definiti dal altri.
Stabiliamo che non c’è alcuno spazio per la decisione della persona, perché la decisione, intesa come scelta libera del valore delle cose, non c’è più.

Vogliamo vivere in un mondo dove i valori sono definiti a priori dalla comunità scientifica (che ne sa di più), imposti dai ministeri dei corpi (e non delle persone) e cioè sanità e interni, applicate attraverso regole e norma, rafforzate da multe.

La libertà delle persone non viene più vista come un valore essenziale, come un diritto inalienabile, ma come una fastidiosa eredità di epoche buie, dove ogni essere umano era padrone di se stesso.

Vogliamo togliere agli esseri umani la loro libertà in cambio di una promessa di sicurezza e beni economici. Nutriamo i corpi dopo averli privati della loro autonomia.
Quando la pecora è spaventata da un lupo (reale o immaginario) corre dal pastore che la protegge, nutre, tosa e, arrivato il momento giusto, la macellerà.

Non è stato il virus a spaventarci, la pandemia è stata solo l’ultima goccia di un processo. Sono stati il benessere e la promessa di una vita senza responsabilità, ostacoli, rischi e scelte che hanno causato una osteoporosi morale della struttura del nostro essere di persone.

Non siamo più persone, siamo corpi impauriti pronti a rinunciare alla nostra autonomia per chiunque ci prometta la salvezza del corpo. La persona decide, noi no.
La persona non decide perché sa, la persona usa la conoscenza per decidere. La decisione non è mai obbligata e priva di responsabilità. La decisione è scelta vera.

Se non c’è più spazio lo spazio per la decisione personale si cade nel fascismo tecnocratico, dove lo stato di eccezione è la scusa per eliminare gli individui.
La competenza deve fornire strumenti alla scelta degli individui, non sostituirla.

La persona vive nello spazio della scelta. Se togliamo questo spazio, le persone muoiono. I corpi, forse, continueranno.

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