Una domanda semplice, una conseguenza radicale: dove esiste l’esperienza?
La mia ricerca unisce filosofia della mente, robotica, scienze cognitive, media e arte attorno alla Mind-Object Identity: l’ipotesi che l’esperienza non sia una copia interna del mondo, ma l’oggetto stesso nella sua esistenza relativa al corpo.
Dalla percezione alla realtà.
Il punto di partenza è un’obiezione al paradigma dominante: se il cervello produce una rappresentazione dell’oggetto, che cosa spiega l’oggetto dell’esperienza? La MOI sostituisce il rapporto tra oggetto, cervello e rappresentazione con un’identità: l’esperienza è l’oggetto fisico che esiste relativamente a un corpo.
Questa ipotesi permette di ripensare percezione, sogni, allucinazioni, immaginazione, identità personale e intelligenza artificiale senza reintrodurre un mondo mentale separato dal mondo fisico.
Filosofia della coscienza
Mind-Object Identity, critica del rappresentazionalismo, hard problem, percezione e trasparenza dell’esperienza.
Intelligenza artificiale
LLM, coscienza artificiale, creatività, agency e il limite fra manipolare simboli e incontrare il mondo.
Media, immagini e arte
Oggetti tecnici e immagini come modi di accesso al reale; estetica e psicologia dell’arte come laboratorio della MOI.
Libertà e valore
Scelta, responsabilità del fine e valore umano nell’epoca dell’automazione cognitiva.
Per lettori, studenti e ricercatori.
The Spread Mind
OR Books, 2017. La prima presentazione internazionale della Mind-Object Identity.
Consciousness and Object
John Benjamins, 2018. La formulazione sistematica e tecnica della teoria.
La mente allargata
Il Saggiatore, 2019. Un’introduzione italiana alla coscienza come mondo.
Dialogues on Consciousness, con Tim Parks
OR Books, 2018. Quindici conversazioni tra filosofia, letteratura e scienze cognitive.
Per seminari, collaborazioni e materiali accademici.
Per richieste di CV, pubblicazioni, seminari di ricerca, supervisioni o inviti universitari, scrivimi direttamente.
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