La diga e il corpo

Spesso noi pensiamo di essere il nostro corpo o, se ci riflettiamo più a lungo, pensiamo di essere in qualche modo dentro il corpo. Ma se ci pensiamo bene, tutto questo non ha senso. Se apriamo un corpo, non troviamo alcunché di assomigliante a noi stessi, ai nostri pensieri, alle nostre sensazioni.

Dentro un corpo troviamo soltanto visceri, sangue, cellule, ossa, nervi. Tutte cose molto utili, ma per nulla simili a noi stessi. E quindi? Quindi il ruolo del corpo, non è quello di contenere noi stessi, come comunemente ed erroneamente si crede (e come persino molti neuroscienziati pensano).

Il ruolo del corpo è simile a quello di una diga.

Una diga non contiene l’acqua del lago (non è una vasca). Una diga non crea l’acqua. Una diga alta 1 Km nel deserto non formerebbe alcun lago. Ma una diga, nelle opportune condizioni (terreno, pioggia, fiumi, etc.) è una delle condizioni sufficienti a far sì che un lago si formi ed inizi ad esistere.

In modo analogo, il nostro corpo è una delle condizioni che permettono a un mondo di oggetti, situazioni, persone, eventi, momenti, di esistere. Questi momenti sono ciò che troviamo dentro la nostra mente, anzi sono la nostra mente.

Dentro la nostra mente non troviamo l’idea di una mela, o il ricordo di una mela, troviamo una mela. Nei nostri sogni non incontriamo l’immagine di una mela – come ci hanno spesso detto – troviamo una mela.

Il nostro corpo è la diga che tiene insieme quel lago che è il nostro mondo e che, per tanti motivi, abbiamo pensato fosse la nostra mente. La diga è la condizione che rende possibile l’esistenza di un lago, ma non crea l’acqua del lago.

Ovviamente, se manipoliamo una diga, si modifica anche il lago. Se abbassiamo o danneggiamo una diga, a parità di condizioni, cambierà anche il livello dell’acqua e quindi la forma del lago. In modo analogo, se manipoliamo un cervello (volontariamente o involontariamente come quando abbiamo malattie o traumi), si modificherà anche quell’insieme di oggetti ed eventi che è il mondo esterno che esiste relativamente al nostro corpo (e che è tutt’uno con la nostra esperienza).

Quindi si rilassino i neuroscienziati che sento cominciano a rumoreggiare “ma come! gli esperimenti mostrano che se si interviene sul cervello con sostanze chimiche, campi elettromagnetici o con il bisturi, l’esperienza cambia!” Sì, avete ragione! nessuno lo nega. Ma questo non signica, come molti credono, che la coscienza sia creata e prodotta all’interno della scatola cranica. Significa solo che il cervello ha un ruolo nel determinare le giuste circostanze per far esistere quel mondo che siamo noi.

La metafora della diga e del lago spiega in modo chiaro la relazione tra cervello/corpo e mondo/esperienza cosciente). Il cervello è una delle condizioni (una condizione molto importante!), ma solo una condizione. Non è né la base della coscienza, né il suo contenitore. E’ come un interruttore, senza il quale la corrente non arriverebbe alla lampadina, ma non è il generatore della corrente.

Il fatto che storicamente le neuroscienze abbiamo confuso il fatto che il cervello (e il corpo) siano una delle condizioni per la coscienza, con il fatto che siano il contenitore o il generatore della stessa, è un esempio classico di errore concettuale dovuto in parte al nostro narcisismo (ai neuroscienziati piace pensare di possedere le chiavi per la mente umana) e in parte alla nostra pigrizia intellettuale (il buon senso ha identificato i corpi con le persone). Pazienza!

Siamo un corpo? No. Siamo dentro un corpo? No. Siamo nel mondo, siamo il mondo. Il corpo è solo una diga.

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