Il mito della voce interiore

Ogni epoca ha i suoi miti. Ogni epoca crede a qualcosa di invisibile che non si può vedere, ma che, per il fatto che è creduto da tutti, nessuno mette in discussione. In passato potevano essere spiriti e fantasmi. Oggi siamo più sofisticati ma anche noi abbiamo i nostri miti.

Il mito di cui voglio parlare oggi è la cosiddetta voce interiore. Ovvero l’idea secondo cui ognuno di noi avrebbe una voce interiore? Ma quando mai! L’idea che dentro di noi ci sia una voce, una specie di genio, che parla e che decide che fare.

Questo mito, è chiaro come la luce del sole, è solo una fantasia, eppure tutti vi credono.

Non c’è alcuna voce interiore. C’è solo il mondo fuori e quello che facciamo.

Nel 1872, Thomas Huxley notava che la comparsa della coscienza e quindi della voce interiore fosse altrettanto inspiegabile della comparsa del genio della lampada di Aladino. Aveva ragione. Non solo è altrettanto inspiegabile, è anche altrettanto falsa. Non c’è alcuna voce interiore. C’è solo il mondo che agisce attraverso il nostro corpo.

4 thoughts on “Il mito della voce interiore”

  1. Buongiorno Riccardo.
    Un paio di domande a riguardo.
    Come viene collocato il pensiero (indipendentemente dal suo contenuto) nella teoria della mente allargata?

    Infine: il tuo post sembra suggerire l’assenza di libero arbitrio (posizione che condivido). È così?

    Sono all’inizio del tuo libro e devo dire che rientra nell’ambito di quei pochi libri che hanno la capacità di rovesciare completamente la visione del mondo grazie alle domande sollevate, prima ancora delle risposte.

    Con l’occasione, Buon Natale e felice anno nuovo.

    Riccardo

    1. Il pensiero in quanto dimensione indipendente e autonoma rispetto al mondo fisico, ovviamente, non esiste. E’ un mito.
      Anche il libero arbitrio, se concepito come principio originario e indipendente dal mondo fisico, è un mito.
      Ma la mia ipotesi colloca la libertà nel mondo fisico, nella misura in cui siamo consapevoli (un po’ alla Spinoza) di ciò che siamo.

  2. [sorry: I can read italian but not write in it]

    Hello Mr. Manzotti,
    What is ‘I’? If the interior voice is an illusion, ‘I’ is an illusion? Would you tell us more?
    Best regards,
    Paul

    1. quick answer is that the “I” is a linguistic invention to introduce a character that is responsible for whatever our body does. The true answer is, of course, much longer and it would require to deconstruct all cases in which we feel compelled to have a mysterious entity that no one has ever seen that is “the self”. I will soon write more about it!

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